Karl Lagerfeld, ci hai spezzato il cuore

Karl Lagerfeld, ci hai spezzato il cuore

Mezzo secolo speso per farci sognare ad occhi aperti.

‘Il più lungo viaggio della moda finisce oggi. Karl Lagerfeld è morto, e con lui più di mezzo secolo di moda visionaria, che è stata sia libera che inclusiva. Un maestro autodidatta, si definiva una ‘completa improvvisazione’.

Con queste parole Vogue omaggia il genio Lagerfeld, nel triste giorno della sua morte. Sarebbe più facile elencare cosa non ha fatto piuttosto che ricordare tutte le sue avventure nel mondo dell’arte, dell’architettura, della moda, della fotografia, del design. 

Nel 1980, anno della nascita della sua etichetta Lagerfeld, lancia profumi e linee di vestiti. Tra i ’90 e i 2000, per la sua linea di abbigliamento, inizialmente “Lagerfeld Gallery” e in seguito “Karl Lagerfeld”, chiama a Parigi le supertop, tra le quali spicca Claudia Schiffer, la sua preferita.

Nel 2004 ha disegnato i costumi del Re-Invention Tour di Madonna e dello Showgirl Tour di Kylie Minogue. Karl Lagerfeld verrà ricordato anche come eccezionale fotografo, realizzando, tra le altre cose, il progetto Visionaire 23: The Emperor’s New Clothes, una serie di foto di nudi di modelle e celebrità. In seguito, in qualità di fotografo, scatterà personalmente le immagini per le campagne pubblicitarie delle case di moda che dirige.

Tra le illustri collaborazioni, Fendi (per cui ideò la doppia F) e Chloè, ma non ha avuto timore di contaminare la sua immagine lavorando con marche dal basso profilo come H&M. Appassionato di architettura, era grande amico di Zaha Hadid, alla quale ha commissionato il Mobile Art Pavilion per Chanel. A Tadao Andō ha invece affidato la realizzazione della sua casa-studio a Biarritz, in Francia. Come scrittore, Lagerfeld ha scritto un libro sul noto architetto giapponese, intitolato ‘Tadao Ando – Vitra house’. 

Nel 2011 Lagerfeld si sottopose a una dieta perdendo 42 kg in tredici mesi, seguendo un percorso creato appositamente dal dottor Jean-Claude Houdret, diventando anche protagonista del libro ‘The Karl Lagerfeld Diet’.

Lagerfeld assurge definitivamente a mito come capo esecutivo dei disegnatori della Maison Chanel e suo direttore artistico. Chanel deve a Karl il totale e incrementale recupero dell’ allure della maison, il re-editing dell’archivio, dei pezzi iconici, dei suoi simboli: le sfilate per la settimana della moda a Parigi nel Grand Palais resteranno negli annales di tutto ciò che è sulla vetta più alta della moda.

Bellissimo, visionario, instancabile, diventato egli stesso logo, proiettato sempre 15 anni avanti rispetto al resto del mondo, Lagerfeld -il kaiser della moda- il suo destino lo aveva scritto nelle stelle: negli anni ’50 la veggente Madame Zereakian, (a cui si rivolgeva anche Christian Dior) gli disse che avrebbe avuto successo nel campo della moda e dei profumi. Così poi è avvenuto, moltiplicato per cento.

Grazie davvero per essere stato esempio vivente di cosa significa rendere la propria vita un’opera d’arte.

 

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