La Casa de las Flores

La Casa de las Flores

Colori, Messico, fiori: ecco la Soap del nuovo millennio

Il guilty pleasure è quel piacere di cui ci vergogniamo, tipo mangiare la pasta con la Nutella se sei Cracco o guardare Uomini e Donne anche se leggi Kant. Ognuno ne ha uno, il nostro è l’essere attratta dalle cose colorate e patinate o anche un po’ trash. E Netflix questo lo sa. Motivo per cui ha regalato al mondo una serie geniale, intrisa di Almodovar, colori, Frida Kahlo, fiori lussuriosi, abiti che levatevi tutti, gioielloni, brillantoni, trans che cantano ‘Maldita primavera’ e molto altro. ‘La Casa de las Flores’ è una serie da non perdere, una produzione messicana di Manolo Caro, che Netflix ha deciso di non tradurre in italiano ma di renderla fruibile solo con i sottotitoli, che però è un valore aggiunto.

La parlata di Paulina (Cecilia Suárez) è già iconica ed indimenticabile!

 

 

 

 

 

 

 

La serie inizia con una festa: è il compleanno del patriarca di questa bellissima famiglia, ricca e invidiata da tutti in quanto perfetta e unita. Ma una donna impiccata che penzola nel negozio romperà in mille pezzi gli equilibri e ognuno sarà costretto a fare i conti con la nuova realtà.

Ogni famiglia nasconde dei segreti, e in questa più che mai!

 

 

 

 

 

 

 

Il regista si è ispirato alle soap opera anni ’80, con tradimenti, trame intrecciate, momenti di melodramma demenziale, outing omosessuali, drag queen, amori non ricambiati.

Il tutto infilato in un frullatore glam e autoironico che lancia il binge watching in un’altra galassia.

 

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